Riproduzione tartarughe acquatiche e palustri


accoppiamento cuora

Una volta raggiunta la maturità sessuale, che varia in base agli anni e alle dimensioni dell’esemplare, il maschio sottopone la femmine a ripetuti corteggiamenti che in molte specie possono essere abbastanza violenti, provocando negli esemplari anche lesioni serie sul collo e sulle zampe. La fase di corteggiamento ed accoppiamento delle tartarughe acquatiche avviene con modalità diverse a secondo la specie e non tutte sono conosciute, visto che nel maggior numero dei casi sia il corteggiamento che la riproduzione avvengono in acqua a profondità relativamente alta o nelle ore notturne.  

Accoppiamento palustri

Le femmine pronte per la deposizione cominciano a trascorre più tempo fuori dall'acqua, in genere a partire da 2-3 settimane prima dell'evento, e sono anche meno attive.
Le deposizioni avvengono in genere nella stagione calda, ma non sono rari i casi di riproduzione fuori periodo in acquaterrario, quindi in caso si allevino esemplari adulti di sesso opposto è bene creare all’interno della struttura una zona deposizione facilmente accessibile che può essere formata da una semplice vaschetta con all’interno 20 cm di sabbia di fiume o vermiculite.  Le deposizioni all'aperto di solito avvengono in zone soleggiate, in prossimità di aree con folta vegetazione. Le deposizioni avvengono a partire dal tardo pomeriggio fino a notte. Bisogna quindi attrezzarsi con una buona torcia e pazientare senza disturbare le tartarughe.
Le femmine scavano una piccola buca di dimensioni e profondità variabili in base al soggetto e alla specie. Il nido verrà scavato con le zampe posteriori; le femmine urinano per rendere la terra più soffice e quindi facilitare lo scavo.  Dopo aver deposto le uova nel nido, la femmina chiuderà la buca passandoci sopra svariate volte per cancellare le tracce.

deposizione acquatiche

Il numero di uova deposte varia da specie a specie. Il guscio è calcareo, ma molto fragile perché è sottilissimo, pertanto si consiglia di manipolare le uova con estrema cautela. La durata dell'incubazione varia da spacie e specie e dipende dalla temperatura ambientale; se la specie che ha deposto è originaria dei climi temperati, è possibile lasciare le uova nel nido e aspettare che i piccoli nascano in modo naturale. In caso di riproduzione di esemplari esotici, quindi provenienti da climi molto diversi dai nostri, è opportuno trasferire le uova in incubatrice, prelevandole dal nido e avendo cura di non girarle. Andranno parzialmente interrate in un contenitore di plastica con circa 5 cm di vermiculite, terriccio o perlite, e sistemate quindi in incubatrice. In commercio esistono svariati modelli d’incubatrice, tuttavia non è difficile costruirne una artigianale procurandosi un semplice contenitore isolante (ad esempio un frigo portatile), un termo riscaldatore per acquari o un cavetto riscaldante. Per controllare i corretti parametri di temperatura e umidità, è necessario disporre di un termometro e di un igrometro. Il coperchio del contenitore va chiuso assicurandosi che la condensa non finisca sulle uova, quindi è opportuno sistemare sopra le uova una lastra di vetro o plexiglas disposta in obliquo (la condensa si raccoglie sulla lastra e la pendenza la fa scorrere verso il lato, impedendo la ricaduta sulle uova).
Può capitare di ritrovare nella parte emersa o nell’acqua uova abbandonate; nella maggior parte dei casi queste non sono feconde, ma è bene incubarle ugualmente. Se dopo un determinato periodo l’uovo non mostra alcun segno di vita al suo interno o assume un colorito giallo è meglio scartarlo.

Nascita di una Trachemys scripta elegans

riproduzione acquatiche

Nascita di tartarughe appartenenti alla famiglia dei Kinosternidae

riproduzione tartarughe acquatiche

riproduzione tartarughe acquatiche

Sternotherus carinatus con sacco vitellino non del tutto assorbito

Sacco vitellino

Nascita di Chrysemys picta picta

Chrysemys picta 1

Chrysemys picta2

 


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